New York. Norman Oppenheimer si qualifica come uomo d’affari. La sua vita consta nel tentare di appagare le necessità altrui sognando di riscuotere in contraccambio rispetto e stima. Norman è un uomo fortemente solo che ha necessità, per sentirsi vivere, di essere accolto e riconosciuto come indispensabile dagli altri. Questo implica insoddisfazioni ma anche attimi di celebrazione e di successo quando chi possiede il potere lo accetta nella propria cerchia ristretta. Non è chiaro che lavoro svolga Norman, ma in ciò che fa è un professionista. Goffo nel vestire, ininterrottamente fuori posto e assillante al limite della pazienza, si muove in una New York in cui è sempre inverno. Sfida il gelo alla ricerca dell’individuo giusto cui rendere i propri totali servigi, ostentando conoscenze e amicizie importanti, si mostra servile e remissivo fino alla più vischiosa adulazione. Filantropo e generoso anche oltre le proprie possibilità, Norman vive nella aspettativa di una concretizzazione che forse neanche lui sa. Richard Gere interpreta un uomo sconfitto dalla vita e lo fa nel migliore dei modo, probabilmente nella migliore interpretazione della sua lunghissima carriera di attore. Gere si cala talmente nella parte dimostrando la dote superlativa di attore a 360 gradi.
L’incredibile vita di Norman
